Nei drammi di Shakespeare cibi e bevande accompagnano i temi e le vicende dei testi come riferimenti di costume, oppure come allusioni simboliche. Così il personaggio malvagio viene spesso definito “rotten apple” (mela marcia), mentre la “human kindness” (l’umana gentilezza) viene rappresentata attraverso il latte, e la ferocia omicida trova nel vino rosso la rappresentazione più esplicita del sangue che scorre. Tra le amanti sfortunate, i re pazzi e cortigiani maldestri, Shakespeare parla di cibo in ognuna delle sue opere.

Il dramma in cui cibo e bevande sembrano fare la parte del leone è il Macbeth, dove il vino è metafora del sangue che scorre, ma serve anche come veicolo per la droga che addormenta le guardie del re prima del suo assassinio. Il cibo, nel Macbeth, è anche un modo per descrivere quanto i valori umani possano venire alterati: il latte della madre può diventare fiele e animali erbivori come i cavalli possono impazzire divorandosi tra loro (forse Shakespeare prevedeva le “mucche pazze” del futuro?). Ma l’apoteosi “culinaria” si raggiunge con il calderone delle streghe, una vera ricetta infernale!

 

La particolarità della nostra Osteria, quindi, è che gli spettatori-commensali si troveranno immersi in atmosfere e contesti shakespeariani, divenendo così essi stessi involontari personaggi. Seduti a una ricca tavola dell’epoca elisabettiana, per mangiare cibi prelibati e bere dell’ottimo vino, saranno serviti di tutto punto da personaggi tratti dalle opere del Bardo. Così incontreremo sicari prezzolati, re e regine, che non solo serviranno piatti succulenti, ma che recitando brani dalle opere shakespeariane, in particolare Macbeth, coinvolgeranno direttamente gli astanti.

 

A breve il menu.

 

Buon appetito!

Enjoy your meal!

 

Brigades kitchen

Gianni Abbate, Ennio Cuccuini, Simone Precoma e Giovanna Vassallo

Responsible hall Gianni Abbate

Chef Maria Malleier

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