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SUMMARY:“Ballate sul mondo” sbarca a Orvieto
DESCRIPTION:Giovedì 23 febbraio ore 18\,00 presso Lo Scalo community hub in Via Sette Martiri\, 49 Orvieto Scalo\, Performance poetico/teatrale dal libro “Ballate sul mondo” di e con Gianni Abbate\, edito da Davide Ghaleb. Il libro è composto da 75 ballate poetico/teatrali per disegnare un mondo alla fine del mondo. Si tratta di versi concepiti e scritti in buona parte nel corso del secondo lockdown. Un affresco grottesco e feroce del genere umano in tutto il suo decadimento e imbarbarimento. “Ogni partenza diventa falsa partenza” – ci dice l’autore –  “Aspettare che qualcosa possa cambiare anche senza prendere posizione\, senza esporsi e quindi senza rischiare. La spietatezza\, l’immoralità del potere\, l’arroganza\, la meschinità\, ma anche l’impotenza di chi soggiace\, ne vengono fuori con qualche guizzo\, qui e là\, di voglia di cambiamento\, rivolta\, rivoluzione\, con volteggi acrobatici e doppi salti mortali\, per poi ricadere nella polvere. Nell’ultima ballata\, come a sigillo\, appare una speranza\, o forse un desiderio-sogno: ritrovare un nuovo inizio. Parole\, tante parole\, per denunciarne lo svuotamento del loro significato. Parole svilite e immiserite\, diventate solo involucri\, simulacri del nulla o che nascondono qualcos’altro. Quello che bisognerebbe fare è restituire alle parole dignità\, senso e vitalità. Da teatrante\, queste ballate le ho scritte vedendo i personaggi muoversi e sentendone la voce o le voci. In qualche modo queste ballate le ho vissute dentro di me\, fissandole poi sulla carta\, anzi\, su di un file come se fosse la mia pelle”. Un appuntamento da non mancare. L’ingresso è gratuito. Info 3471103270 – 3429500662.
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SUMMARY:“C’era una volta un re...” chiude il Carnevale a Sipicciano
DESCRIPTION:Martedì 21 febbraio ore 10\,30 nella sala del Palazzo Baronale di Sipicciano ci si diverte con “C’era una volta un re…anzi tre”\, evento per la Scuola Primaria. Lo spettacolo è composto da fiabe scelte ed elaborate da Gianni Abbate dalla raccolta di Luigi Capuana. Capuana\, scrittore siciliano dell’800\, verista\, iniziò a scrivere fiabe quasi per gioco\, un bambino gli aveva chiesto di scrivergliene una. Quando iniziò a scrivere\, fu sbalordito di ritrovare dentro di sé le incredibili meraviglie di quest’universo inesplorato\, di questa forma d’arte primitiva e spontanea. Fu solo l’inizio\, perché alla prima fiaba ne seguirono altre e altre ancora\, fino a diventare una e più raccolte. \nIn questo evento si fa uso della pantomima\, antica forma drammatica di cui si servivano i comici della commedia dell’arte\, e più vicino a noi il grande Dario Fo. Eliminando\, quindi\, scene e costumi\, si lascia alla fantasia dei bambini\, e perché no\, anche degli adulti\, di spaziare liberamente in tutte le direzioni e di interagire con l’attore. L’evento sarà arricchito da una serie di effetti sonori artigianali per riprodurre vento\, uccelli\, cavalli\, porte e altro\, un po’ come fanno i rumoristi per gli sceneggiati radiofonici. Per movimentare ancora di più l’evento\, ci sarà anche la maschera di Pulcinella. \nUn evento divertente e coinvolgente che appassionerà grandi e piccini. Prendono parte allo spettacolo: Gianni Abbate e Ennio Cuccuini.
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SUMMARY:La rassegna Teatrinsieme fa tappa a Civitella D’Agliano
DESCRIPTION:  \nLa rassegna estiva Teatrinsieme del Teatro Null\, con il contributo della Fondazione Carivit e dei Comuni che vi partecipano\, dopo il successo riportato a Gradoli\, fa tappa domenica 26 luglio alle ore 21\,30 a Civitella D’Agliano Piazza Unità D’Italia\, dove sono coinvolti nell’organizzazione anche la Pro Loco di Civitella e l’UNPLI\, con “Storie di terra” 03. Perché 03? Perché si tratta di uno spettacolo in continua evoluzione\, che da una parte riscopre la civiltà contadina del passato\, ma dall’altra\, in contrapposizione\, parla di presente e quindi si aggiorna continuamente con quanto avviene giorno dopo giorno. E così\, in quest’ultima edizione\, non mancheranno riferimenti al Covid-19\, che purtroppo fa ancora parlare tanto di sé. Il pensiero che accompagna lo spettacolo in breve è questo: un tempo noi eravamo felici\, seguivamo la natura\, anzi\, ci sentivamo parte della natura. Noi eravamo liberi\, ma qualcuno ha sotterrato nella nostra terra il simbolo della nostra schiavitù futura. Noi l’abbiamo coltivato e poi mangiato. Avevamo tutto ciò che era necessario\, tutto ciò che era bene per noi. Ma noi l’abbiamo coltivato\, il simbolo della nostra schiavitù\, poi mangiato e assimilato. Adesso fa parte di noi\, Che cosa? Che cos’è la nostra schiavitù? Il superfluo! Fateci caso\, noi viviamo di superfluo. Ci hanno fatto credere che abbiamo bisogno del superfluo. Siamo schiavi del superfluo. Ed è proprio durante la clausura\, che ce ne siamo resi conto. Lo ricorderemo? Storie di terra\, in conclusione\, è un viaggio divertente\, appassionante e ironico\, che attraversa il mondo contadino di una volta e che vuole\, al contempo\, metterci in guardia da un presente rovinoso\, vuole risvegliare antiche e nuove emozioni.” In scena oltre a Gianni Abbate ci sono Ennio Cuccuini e Stefano Belardi de La Tresca\, con canto e musica. Uno spettacolo da non perdere a Civitella domenica 26 luglio ore 21\,30\, ingresso gratuito. Info: 3471103270 – www.iportidellateverina.it.
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SUMMARY:La rassegna Teatrinsieme parte da Gradoli
DESCRIPTION:La rassegna estiva Teatrinsieme del Teatro Null\, con il contributo della Fondazione Carivit e dei Comuni che vi partecipano\, prende il via da Gradoli\, presso i Giardini pubblici di piazza Marconi\, domenica 19 luglio alle ore 21\,30 con “Storie di terra” #03. “Quasi non sembra vero poter ritornare a fare spettacolo dal vivo.”- ci dice Gianni Abbate ideatore della rassegna – “Dopo il distanziamento sociale\, la chiusura di cinema e teatri\, finalmente ci si può nuovamente incontrare\, riprendere la socialità\, il contatto umano\, pur seguendo le regole. La rassegna teatrinsieme sarà il ritorno alla realtà\, una realtà tutta da vivere con passione ed emozione\, perché lo streaming è utile\, soprattutto adesso che bisogna rispondere a criteri di posti contingentati\, limitazioni e ristrettezze\, serve quindi per ampliare la fruibilità di spettacoli ed eventi\, ma lo spettacolo dal vivo è insostituibile. Non è la prima volta che creiamo rassegne itineranti\, così anche Teatrinsieme prevede spettacoli su ben sette Comuni del viterbese e precisamente: Farnese\, Valentano\, Gradoli\, Castiglione in Teverina\, Civitella D’Agliano\, Bagnoregio\, Celleno. E veniamo al primo appuntamento “Storie di terra” #03 a Gradoli\, Comune con il quale lavoriamo da diversi anni. Perché Storie di terra #03? Perché si tratta di uno spettacolo in continua evoluzione\, che da una parte riscopre la civiltà contadina del passato\, ma dall’altra\, in contrapposizione\, parla di presente e quindi si aggiorna continuamente con quanto avviene giorno dopo giorno. E così\, in quest’ultima edizione\, non mancheranno riferimenti al Covid-19\, che purtroppo fa ancora parlare tanto di sé. Il pensiero che accompagna lo spettacolo in breve è questo: un tempo noi eravamo felici\, seguivamo la natura\, anzi\, ci sentivamo parte della natura. Noi eravamo liberi\, ma qualcuno ha sotterrato nella nostra terra il simbolo della nostra schiavitù futura. Noi l’abbiamo coltivato e poi mangiato. Avevamo tutto ciò che era necessario\, tutto ciò che era bene per noi. Ma noi l’abbiamo coltivato\, il simbolo della nostra schiavitù\, poi mangiato e assimilato. Adesso fa parte di noi\, Che cosa? Che cos’è la nostra schiavitù? Il superfluo! Fateci caso\, noi viviamo di superfluo. Ci hanno fatto credere che abbiamo bisogno del superfluo. Siamo schiavi del superfluo. Ed è proprio oggi\, in clausura\, che ce ne siamo resi conto. Lo ricorderemo? Storie di terra\, in conclusione\, è un viaggio divertente\, appassionante e ironico\, che attraversa il mondo contadino di una volta e che vuole\, al contempo\, metterci in guardia da un presente rovinoso\, vuole risvegliare antiche e nuove emozioni.” In scena oltre a Gianni Abbate ci sono Ennio Cuccuini e Stefano Belardi de La Tresca\, con canto e musica. Uno spettacolo da non perdere a Gradoli domenica 19 luglio ore 21\,30\, ingresso gratuito. Info: 3471103270 – www.iportidellateverina.it.
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SUMMARY:Le voci della torre al Castello di Alviano
DESCRIPTION:Il Teatro Null\, dopo questa lunga clausura\, ma non fermo perché ha aperto un podcast con diverse proposte\, tra cui “I promessi sposi” a puntate\, riparte dal vivo sabato 18 luglio alle ore 18\,00\, presso il Castello di Alviano\, mettendo in scena lo spettacolo “Le voci della torre”. Si tratta di un originale viaggio nell’universo shakespeariano scritto e diretto da Gianni Abbate. In un’atmosfera quasi irreale\, si verrà accolti da due bizzarri sicari\, interpretati da Ennio Cuccuini e Ugo Luly\, che accompagneranno il pubblico a sedere. Poi sarà la volta di un insolito Prospero-sciamano\, preso a prestito da La tempesta e interpretato da Gianni Abbate\, che dopo aver identificato alcuni spettatori come personaggi shakespeariani\, con un rito propiziatorio\, darà inizio alla serata ricca di sorprese. Ed ecco fare letteralmente irruzione sulla scena madama Meg Page\, direttamente da “Le allegre comari di Windsor”\, una donna dal piglio energico\, che sembra addirittura una femminista ante litteram\, interpretata da Alessandra Cappuccini\, ci racconterà l’esilarante storia di Falstaff e di come sia stato preso in giro. Poi Abbate-Prospero si trasformerà in un re Lear-clochard\, che per sopravvivere in un mondo feroce e disumano\, è andato a scuola dal suo giullare\, imparando la leggerezza e l’arte del ridere\, oltre al gusto del gioco. Re Lear-clochard catalizzerà l’attenzione del pubblico con il gioco delle tre carte\, raccontando poi in rima le sue vicissitudini personali.  Ancora ecco ritornare i due sicari che faranno sorridere amaramente di un mondo spietato dominato solo dalla sete di sangue e di potere. Verso la fine Re Lear-clochard\, dopo aver invitato il pubblico a ritrovare il gusto del gioco\, darà anche prova di grande interpretazione drammatica\, in un mondo dove il tragico è stato sostituito dal grottesco. Tutto ruoterà intorno alla figura di questo re Lear\, ed è con lui che viene rappresentata la beffarda e farsesca moralità sul destino umano. L’invito è quello di fare tutti una scuola buffonesca per poter sopravvivere in questo mondo\, perché fin quando possiamo dire questo è il peggio\, vuol dire che il peggio dovrà ancora venire e ancora e ancora. Uno spettacolo con inaspettati colpi di scena\, divertente e coinvolgente\, ma che fa anche riflettere. Alle 17\,00 sarà possibile fare anche una visita guidata al Castello e dopo lo spettacolo\, per salutarsi\, ci sarà un aperitivo. Posti limitati\, è gradita la prenotazione. Il costo del biglietto che comprende\, visita guidata\, spettacolo e aperitivo è di € 15\,00. Info e prenotazioni: 3471103270 – 3337576283 – www.iportidellateverina.it
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SUMMARY:Curarsi con i libri alla Biblioteca di Grotte di Castro
DESCRIPTION:I libri possono essere maestri di vita e compagni fedeli\, in molti modi differenti. Possono indicarci la strada in un periodo buio\, oppure insegnarci qualcosa di importante. Possono aiutarci a dar voce a pensieri ed emozioni\, aiutarci ad esprimerci. Se vi accostate a loro in modo aperto e senza pregiudizi\, possono in un certo senso cambiarvi la vita. Ogni volta che ci sentiamo giù di morale dovremmo rifugiarci nella letteratura e\, in particolar modo\, in quelle opere che sono costate all’autore anni di scrittura e che per questo richiedono un tempo di lettura lungo e approfondito. Questi libri riusciranno a donarci molto\, molto di più di quello che può darci un qualsiasi dispositivo elettronico. Un progetto a cura di Gianni Abbate del Teatro Null. \nSi leggeranno e commenteranno pagine inerenti: l’amore\, l’amicizia\, la solitudine\, le paure interiori\, il cambiamento\, il vivere e non solo sopravvivere in quest’epoca difficile da decifrare. \nMercoledì 19 febbraio ore 17\,00 presso la biblioteca\, ingresso gratuito. \n 
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SUMMARY:Curarsi con i libri alla Biblioteca di Valentano
DESCRIPTION:Alla Biblioteca comunale di Valentano\, dopo il successo dello scorso anno\, giovedì 13 febbraio alle ore 16\,00 seconda edizione di “Curarsi con i libri”\, un progetto a cura di Gianni Abbate del Teatro Null. Il laboratorio rientra nel SI.BI.LA.BO FESTIVAL\, progetto finanziato dal Ministero dei Beni e attività culturali al Sistema Bibliotecario del Lago di Bolsena. “A volte\, nei momenti critici\, la lettura giusta può essere di supporto a una cura.” – Ci dice il suo curatore – “E’ una pratica già conosciuta dagli antichi romani che oggi conosce un nuovo slancio. In più chi legge romanzi comprende meglio il prossimo. A sostenere questa tesi è un recente studio pubblicato sulla rivista Science. Leggere aiuta anche a mantenere la calma. È terapeutico come poche altre attività. Quando si scopre un libro che cattura la nostra attenzione\, il tempo smette di esistere\, la mente è del tutto presa dal racconto. E quando questo succede\, si smette di correre da un punto all’altro\, ci si sente di essere esattamente nel posto giusto\, tutto il resto diviene secondario. Le preoccupazioni\, le paure\, le ambizioni\, le pene di un momento prima\, vengono messe da parte per quando la lettura sarà finita. L’unico pensiero che si ha\, è voltare pagina\, per scoprire cos’è successo dopo. Ma un romanzo può veramente cambiarci la vita? Innanzitutto le storie dei romanzi ci permettono di accedere alla sfera dei sentimenti e delle emozioni dei protagonisti e in questo modo aumentano la nostra alfabetizzazione emotiva. Il vocabolario emotivo diventa più ampio e ciò migliora la definizione\, l’espressione e la comprensione delle emozioni proprie e altrui. L’immedesimazione nelle storie dei personaggi\, consente di sviluppare la capacità di sentire l’emotività dell’altro\, cosa sta provando e come\, ovvero l’empatia.  In questo senso i libri possono essere grandi maestri di vita e compagni fedeli. Se ci accostiamo a loro in modo aperto e senza pregiudizi\, possono in un certo senso veramente ‘cambiarci la vita’. Questi libri riusciranno a donarci molto\, molto di più di quello che può darci un qualsiasi dispositivo elettronico”. Appuntamento giovedì 13 febbraio\, ore 16\,00\, l’incontro dura due ore. Si consiglieranno\, si leggeranno e commenteranno pagine che abbracciano una vasta gamma di sentimenti umani:  l’amicizia\, la felicità\, la nostalgia\, la gelosia\, l’entusiasmo\, le paure interiori e altro ancora. Il tutto per avere un buon bagaglio per affrontare la vita in quest’epoca particolarmente destabilizzante. Ingresso libero\, per info: Biblioteca Comunale di Valentano tel. 0761 453588.
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SUMMARY:A Bagnoregio “Un witz ci salverà!”
DESCRIPTION:Domenica 26 gennaio alle ore 17\,30\, presso l’auditorium Taborra di Bagnoregio\, il Teatro Null Officina culturale I porti della Teverina presenta per la Giornata della Memoria: “Un witz ci salverà” ovvero l’umorismo ebraico\, ideazione Gianni Abbate. Uno spettacolo fatto di narrazioni storiche\, poesia\, e tante storie divertenti. Un’immersione nella lingua e nella cultura Yiddish\, per raccontare la condizione universale dell’Ebreo errante\, il suo essere senza patria sempre e comunque. La leggerezza delle battute più sottili in contrasto con i racconti dei soprusi e dei lager. Un puzzle Yiddish coinvolgente\, colorato\, al quale partecipano tutti i personaggi-tipo: ebrei polacchi\, americani\, russi e tedeschi\, commercianti\, sarti e rabbini\, tornando così sui passi di quel ‘popolo eletto’ cacciato e sparso per il globo\, eppure unito dalla propria mastodontica cultura. Lo spettacolo inizia con un breve excursus storico e sul perché gli ebrei sono stati da sempre oggetto di discriminazione\, di isolamento\, di tirannia e\, in ultimo\, di genocidi da parte degli altri popoli\, a partire dagli assiri e dai babilonesi fino al tragico climax del nazismo e del fascismo. Poi si passa al sorriso\, un sorriso antico ed esperto\, di chi fin dall’alba dei tempi ha dovuto sfruttare l’ironia per far fronte alle proprie disgrazie e ha saputo riciclare aneddoti e storielle per forgiare una sagace oratoria in risposta al razzismo e alle calunnie.Lo spettacolo ci avverte anche che il fascismo\, il nazismo e il razzismo\, che hanno portato alle deportazioni e all’olocausto\, non sono poi così lontani e spenti del tutto\, ed è come se ci dicesse: fate attenzione\, non abbassate la guardia. Discriminazione razziale\, fanatismo politico e religioso\, violenza e arbitrio\, guerra\, fame\, sottosviluppo\, sfruttamenti e malattie\, mietono ancora vittime in tutto il mondo. Ricordare\, dunque\, per capire i pericoli e riconoscere le ingiustizie\, per combatterle insieme\, in un grande movimento che unisca tutti gli uomini in un vincolo di solidarietà verso mete di pace\, di uguaglianza\, di libertà e di giustizia. \nPrendono parte allo spettacolo: Gianni Abbate\, Ennio Cuccuini e Lorenza Colombi. Musica dal vivo: Stefano Belardi con chitarra\, bouzouki e canto\, Lorenza Colombi canto. \ninfo: 3471103270 – iportidellatreverina.it \n  \n 
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SUMMARY:Natale con i fantasmi a Bagnoregio
DESCRIPTION:Poteva mai mancare il vecchio e tirchio Scrooge per queste festività natalizie? Certo che no! E allora Il Teatro Null\, Officina culturale I porti della Teverina\, presenta domenica 15 dicembre alle 17\,30 all’Auditorium Taborra di Bagnoregio\, “A Natale con i fantasmi”\, uno spettacolo di Gianni Abbate\, libero adattamento da “A Christmas Carol” di C. Dickens. Era il 1843 quando Dickens pubblicava il suo canto di Natale. Sono passati 175 anni\, ma la dolcezza e la semplicità del simbolismo narrativo la rendono tuttora una fiaba senza tempo. E’ una storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Il protagonista Scrooge\, personaggio che servirà poi da modello per il Paperon de’ Paperoni disneyano\, non ama affatto il Natale e non sopporta né che gli si facciano gli auguri né che le persone attorno a lui manifestano eccessivi sorrisi e un’inopportuna gaiezza\, da lui ritenuti inutili. Scrooge è un usuraio di una certa età\, tutto preso dal pensiero degli affari\, un tipo solitario e burbero. Lui non si lascia coinvolgere né dall’euforia dei pranzi di Natale\, né dalla voglia di essere più generosi del solito\, facendo offerte a chi è meno fortunato. Scrooge non sa che farsene di queste sciocchezze. Ma ci penseranno gli Spiriti del passato\, del presente e del futuro\, a obbligarlo a dare un’occhiata alla propria vita e a quella di chi gli è intorno\, per aver modo di riflettere sul proprio comportamento e sull’atteggiamento di disprezzo verso la festa di Natale. Il primo e inquietante incontro è con lo spirito del defunto socio in affari\, Jacob Marley\, che avvisa Scrooge dell’imminente visita dei tre Spiriti\, che arriveranno\, l’uno dopo l’altro\, ad accompagnare il vecchio usuraio in una sorta di visione e viaggio nel tempo. Sarà soprattutto l’ultimo\, lo spirito del Natale futuro\, che facendogli vedere ciò che dovrà ancora accadere\, a scuoterlo profondamente e a redimerlo. Il racconto di Dickens è anche una denuncia della società\, della rivoluzione industriale e finanziaria. In scena troviamo\, oltre a Gianni Abbate\, Ennio Cuccuini e Lorenza Colombi. Uno spettacolo per grandi e piccini che ci diverte ma che ci fa anche riflettere. A fine spettacolo verrà sorteggiato un panettone artigianale offerto dalla Gelateria Pasticceria Cuccuini di Montefiascone. Ingresso intero € 10\,00\, bambini € 5\,00. Da non perdere\, domenica 15 dicembre ore 17\,30 Auditorium Taborra Bagnoregio. \nInfo e prenotazioni: 3471103270 – www.iportidellateverina.it.
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SUMMARY:La Cenerentola all’Auditorium Taborra di Bagnoregio
DESCRIPTION:La Cenerentola all’Auditorium Taborra di Bagnoregio \nLa Cenerentola\, riscritta da Gianni Abbate\, dopo il successo riportato all’Auditorium dell’Unitus di Viterbo\, sbarca sabato 23 novembre ore 21\,30 all’Auditorium di Bagnoregio. Il genio musicale di Gioacchino Rossini” – ci dice il suo ideatore – “Ha trasformato Cenerentola in un successo clamoroso\, riproposto ancora oggi dopo 200 anni nei teatri di tutto il mondo. Uno dei motivi dell’immenso fascino di quest’opera è senz’altro la storia\, tratta dalla fiaba di Perrault. Quella di Rossini presenta molte varianti rispetto alla storia originale\, mantenendo però l’ispirazione morale. L’opera rossiniana diviene anche l’occasione per raccontare la società dell’epoca e noi\, indirettamente\, con questa riscrittura vogliamo raccontare la nostra. La censura ecclesiastica di allora non permetteva di parlare esplicitamente di corruzione\, violenza e inganno\, ma la bravura del duo Rossini-Ferretti sta proprio qui\, nel riuscire a calare nell’atmosfera romana ottocentesca\, pervasa dalla corruzione e abitata da una nobiltà decadente e gretta\, un’aspra critica sociale e la difesa degli strati più poveri della popolazione. In questa versione\, non c’è una matrigna ma un patrigno\, Don Magnifico\, Barone di Montefiascone\, assetato solo di potere\, ricchezze e baccanali. Una favola\, quindi\, che fa riflettere anche sul nostro presente. Altro aspetto straordinario è che nel finale trionferà il perdono e non la vendetta. Il Principe vorrebbe punire il patrigno e le sorellastre che hanno schiavizzato Cenerentola\, ma lei gli dirà: “La mia vendetta sarà solo il loro perdono”. Un vero e proprio atto rivoluzionario in un mondo brutale e dominato dal rancore e dal risentimento. La messa in scena\, poiché l’opera si presta\, ha momenti di estrema comicità\, si gioca sul teatro nel teatro e il divertimento è assicurato. Per dare ancor più risalto al grottesco e alla mancanza di sentimenti\, le due sorellastre sono rappresentate sotto forma di muppets\, fantocci.” In scena Gianni Abbate nei panni di un Rossini gourmet\, appassionato e senza tempo\, introduce con sagacia all’opera e dà voce ad alcuni personaggi. Il soprano Mariella Spadavecchia interpreta Cenerentola con le giuste sfumature dal delicato all’energico\, Ennio Cuccuini dà spessore a un Don Magnifico che per quanto incarni la grettezza\, l’inganno e la corruzione\, sa essere anche accattivante ed esilarante. Poi abbiamo le figlie di Don Magnifico\, realizzate dal burattinaio Marco Lucci e animate dall’attrice Lorenza Colombi che riesce con maestria a sdoppiarsi\, dando caratteri differenti alla due sorelle rendendole estremamente comiche. Al piano il M° Matteo Biscetti che con piglio ed ironia passa con disinvoltura dal tocco delicato al vigoroso\, la regia è di Gianni Abbate. Da non perdere! Ingresso € 10\,00 intero e € 8\,00 ridotto.
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SUMMARY:La Cenerentola all’Auditorium dell’Università di Viterbo
DESCRIPTION:La Cenerentola\, riscritta da Gianni Abbate\, sbarca sabato 12 ottobre ore 18\,00 all’Auditorium Santa Maria in Gradi di Viterbo nell’ambito della XV stagione concertistica dell’Unitus. Il genio musicale di Gioacchino Rossini” – ci dice il suo ideatore – “Ha trasformato Cenerentola in un successo clamoroso\, riproposto ancora oggi dopo 200 anni nei teatri di tutto il mondo. Uno dei motivi dell’immenso fascino di quest’opera è senz’altro la storia\, tratta dalla fiaba di Perrault. Quella di Rossini presenta molte varianti rispetto alla storia originale\, mantenendo però l’ispirazione morale. L’opera rossiniana diviene anche l’occasione per raccontare la società dell’epoca e noi\, indirettamente\, con questa riscrittura vogliamo raccontare la nostra. La censura ecclesiastica di allora non permetteva di parlare esplicitamente di corruzione\, violenza e inganno\, ma la bravura del duo Rossini-Ferretti sta proprio qui\, nel riuscire a calare nell’atmosfera romana ottocentesca\, pervasa dalla corruzione e abitata da una nobiltà decadente e gretta\, un’aspra critica sociale e la difesa degli strati più poveri della popolazione. In questa versione\, non c’è una matrigna ma un patrigno\, Don Magnifico\, Barone di Montefiascone\, assetato solo di potere\, ricchezze e baccanali. Una favola\, quindi\, che fa riflettere anche sul nostro presente. Altro aspetto straordinario è che nel finale trionferà il perdono e non la vendetta. Il Principe vorrebbe punire il patrigno e le sorellastre che hanno schiavizzato Cenerentola\, ma lei gli dirà: “La mia vendetta sarà solo il loro perdono”. Un vero e proprio atto rivoluzionario in un mondo brutale e dominato dal rancore e dal risentimento. La messa in scena\, poiché l’opera si presta\, ha momenti di estrema comicità\, si gioca sul teatro nel teatro e il divertimento è assicurato. Per dare ancor più risalto al grottesco e alla mancanza di sentimenti\, le due sorellastre sono rappresentate sotto forma di muppets\, fantocci.” In scena Gianni Abbate nei panni di un Rossini gourmet\, appassionato e senza tempo\, introduce con sagacia all’opera e dà voce ad alcuni personaggi. Il soprano Mariella Spadavecchia interpreta Cenerentola con le giuste sfumature dal delicato all’energico\, Ennio Cuccuini dà spessore a un Don Magnifico che per quanto incarni la grettezza\, l’inganno e la corruzione\, sa essere anche accattivante ed esilarante. Poi abbiamo le figlie di Don Magnifico\, realizzate dal burattinaio Marco Lucci e animate dall’attrice Lorenza Colombi che riesce con maestria a sdoppiarsi\, dando caratteri differenti alla due sorelle rendendole estremamente comiche. Al piano il M° Matteo Biscetti che con piglio ed ironia passa con disinvoltura dal tocco delicato al vigoroso\, la regia è di Gianni Abbate. Da non perdere! Ingresso € 9\,00 intero e € 5\,00 ridotto studenti.
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SUMMARY:LibriLiberi a Gradoli
DESCRIPTION:Alla Biblioteca comunale di Gradoli giovedì 26 e venerdì 27 settembre ore 17\,00\, per il festival delle biblioteche del lago di Bolsena Sinergie\,  arriva “LibriLiberi” con abbinato il seminario “Libera la Voce”\, proposto dal Teatro Null. “Leggere ad alta voce vuol dire diventare un incantatore che sa trasformare dei simboli in suoni\, emozioni e immagini.” – dice il suo curatore Gianni Abbate – “Un incantatore è simile a uno stregone o a un alchimista e come tale deve conoscere le tecniche della metamorfosi\, perché gli aridi e morti segni d’inchiostro stampati sulle bianche pagine prendano vita e risuonino negli antri nascosti dell’animo dell’ascoltatore. La lettura ad alta voce fa emergere il grande valore sonoro della parola\, con la sua capacità di evocare suoni\, sensazioni\, emozioni. Perché la lettura sia efficace\, è importante che venga praticata in una modalità che ne valorizzi e comunichi il senso emotivo-affettivo\, con un consapevole e competente utilizzo della voce e del corpo e all’interno di una situazione che possiamo definire rituale. Una campagna propagandistica lanciata da Goebbels proclamava: “L’uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri\, ma un uomo fatto di carattere.” Per fortuna questa pagina buia della storia è un ricordo lontano\, ma facciamo attenzione perché giorno dopo giorno\, la Cultura viene vista con sospetto e sistematicamente emarginata.” Ricordiamo che gli incontri da due ore ciascuno\, spazieranno dai classici ai giorni nostri\, un condensato di pagine memorabili\, una piccola biblioteca tascabile da custodire gelosamente e da portare con sé. Ci sarà anche un corso sintetico sulle tecniche di lettura ad alta voce. Scopriremo la nostra voce e le sue potenzialità\, il puro suono della parola\, per stimolare il piacere di leggere ad alta voce. Impareremo i rudimenti per rendere affascinante e coinvolgente la lettura di un racconto\, una poesia\, una favola\, una relazione. Saranno evidenziati così intenzioni\, sotto testo\, emozioni e sensazioni che stanno alla base delle conseguenti modalità di lettura. Ognuno dei testi sarà affrontato analizzando le sue peculiarità e per ogni testo si scoprirà la metodologia idonea alla resa in fase di lettura. Appuntamento\, quindi\, alla Biblioteca di Gradoli giovedì 26 settembre alle 17\,00\, l’ingresso è gratuito. Info: 347 1103270.
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SUMMARY:Elisabetta e Limone di J. R. Wilcock a Montefiascone
DESCRIPTION:Per la rassegna Museion 2019 del SIMULABO\, sabato 13 alle ore 21\,00 presso la Rocca di Montefiascone va in scena “Elisabetta e Limone” di Wilcock targata Teatro Null. \nNel centenario della nascita di J. R. Wilcock\, gli rendiamo omaggio con uno studio su “Elisabetta e Limone”\, atto unico scritto dall’autore negli anni sessanta. \nE’ un testo incredibilmente attuale! Sembra che i segni del tempo che questa pièce a cavallo tra teatro dell’assurdo e comicità surreale\, nel solco di quello stile difficilmente classificabile che caratterizzava l’autore argentino e oggi ingiustamente dimenticato\, non l’abbiano minimamente scalfita. \nÈ la storia di due solitudini che\, incontrandosi per caso\, scoprono un’attrazione reciproca. Elisabetta è una donna\, ancora giovane\, innamorata delle stelle. Da tanti anni non esce più di casa e non ricorda neanche più il perché. Ma una sera qualcosa arriva a scombinare il suo “equilibrio”. \nUn uomo\, in cerca di un rifugio\, le entra furtivamente in casa. È la storia di una stramba seduzione in cui si parte dalla totale incomunicabilità iniziale per approdare\, attraverso un percorso di scoperta reciproca\, a un rapporto reale e concreto\, pur nella sua stranezza. Elisabetta non cerca un punto di incontro con lui\, ma lo ingloba nel suo personale teatrino dell’esistere\, immobile e perfettamente asettico e Limone si fa trascinare in questa dimensione imposta. \nSono due personaggi in fuga da un mondo esterno che non riesce a dare loro più calore. Egli resta ancora oggi\, incomprensibilmente\, un autore attualissimo e poco esplorato in Italia e le sue opere teatrali\, compreso il nostro Elisabetta e Limone\, andrebbero senz’altro riproposte. \nPrendono parte allo spettacolo Gianni Abbate\, Lorenza Colombi e Ennio Cuccuini. \nLa regia è di Gianni Abbate che ne ha curato anche la scelta delle musiche\, tutte rigorosamente anni ’60 in tema con la pièce.
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LOCATION:Montefiascone\, Rocca dei Papi\, Montefiascone\, Viterbo\, Italia
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SUMMARY:Elisabetta e Limone di Wilcock al Palazzo Monaldeschi di Lubriano
DESCRIPTION:Elisabetta e Limone di Wilcock al Palazzo Monaldeschi di Lubriano \n  \nNel centenario della nascita di J. R. Wilcock\, il Teatro Null\, Officina Culturale della Regione Lazio I porti della Teverina\, propone venerdì 24 maggio alle ore 18\,30 presso il Palazzo Monaldeschi di Lubriano\, uno studio su “Elisabetta e Limone”\, atto unico scritto dall’autore negli anni sessanta. E’ un testo incredibilmente attuale.Sembra  che i segni del tempo che questa pièce a cavallo tra teatro dell’assurdo e comicità surreale\, nel solco di quello stile difficilmente classificabile che caratterizzava l’autore argentino e oggi ingiustamente dimenticato\, non l’abbiano minimamente scalfita. È la storia di due solitudini che\, incontrandosi per caso\, scoprono un’attrazione reciproca. Elisabetta è una donna\, ancora giovane\, innamorata delle stelle. Da tanti anni non esce più di casa e non ricorda neanche più il perché. Ma una sera qualcosa arriva a scombinare il suo “equilibrio”. Un uomo\, in cerca di un rifugio\, le entra furtivamente in casa. È la storia di una stramba seduzione in cui si parte dalla totale incomunicabilità iniziale per approdare\, attraverso un percorso di scoperta reciproca\, a un rapporto reale e concreto\, pur nella sua stranezza. Elisabetta non va incontro a Limone\, non cerca un punto di incontro con lui\, ma lo ingloba nel suo personale teatrino dell’esistere\, immobile e perfettamente asettico. Limone\, pur rivendicando la maggior concretezza\, non fa altro che farsi trascinare in questa dimensione imposta. Sono due personaggi in fuga da un mondo esterno che non riesce a dare loro più calore. Per Wilcock\, la caricatura del reale diviene tanto più̀ amara quanto più̀ la patina rassicurante di stereotipi socialmente imposti si rovescia in cinico individualismo\, scacco\, disappartenenza. Forzare il proprio isolamento\, strategia messa in atto da gran parte dei tragicomici eroi del suo teatro\, ma anche dai personaggi minimi e derelitti che popolano molti dei racconti\, assurge a metafora dell’esclusione che condanna quanti volontariamente rinunciano\, o non si rivelano in grado di addomesticarsi\, alle regole del progresso\, ai riti consumistici imperanti e\, in definitiva\, a nuovi modelli culturali prefabbricati\, di cui Wilcock\, deridendoli\, ha orrore. Egli resta ancora oggi\, a mio avviso e incomprensibilmente\, un autore poco esplorato in Italia e le sue opere teatrali\, compreso il nostro Elisabetta e Limone\, andrebbero senz’altro riproposte”. Prendono parte allo spettacolo Gianni Abbate\, Lorenza Colombi e Ennio Cuccuini. \nLo spettacolo viene proposto nella splendida cornice del Palazzo Monaldeschi di Lubriano\, con apericena al costo di € 10\,00. Info e prenotazioni: 3471103270. \n  \n 
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SUMMARY:"Cenerentola a Celleno
DESCRIPTION:Sabato 11 maggio ore 21\,15 presso il Palazzo della Cultura di Celleno\, arriva la Cenerentola rivisitata da Gianni Abbate.“Il genio musicale di Gioacchino Rossini” – ci dice il suo ideatore – “Ha trasformato Cenerentola in un successo clamoroso\, riproposto ancora oggi dopo 200 anni nei teatri di tutto il mondo. Uno dei motivi dell’immenso fascino di quest’opera è senz’altro la storia\, tratta dalla fiaba di Perrault\, famosissima già all’epoca e che nel tempo ha spopolato anche al cinema. Ricordiamo che ha fatto la sua prima comparsa nel 1899 in un film di Giorge Melies\, e che tra film di animazione e live-action ne sono stati fatti uno sproposito. La “Cenerentola” di Rossini presenta molte varianti rispetto alla storia originale\, mantenendo però l’ispirazione morale. Ma l’opera rossiniana diviene anche l’occasione per raccontare la società dell’epoca e noi\, indirettamente\, con questa riscrittura vogliamo raccontare la nostra. La censura ecclesiastica di allora era severissima\,  non permetteva di parlare esplicitamente di corruzione\, violenza e inganno\, ma la bravura del duo Rossini-Ferretti sta proprio qui\, nel riuscire a calare nell’atmosfera romana ottocentesca\, pervasa dalla corruzione e abitata da una nobiltà decadente e gretta\, un’aspra critica sociale e la difesa degli strati più poveri della popolazione. La storia\, infatti\, è ambientata a Montefiascone\, e non abbiamo una matrigna ma un patrigno\, Don Magnifico\, Barone decaduto\, assetato solo di potere\, ricchezze e baccanali. Una favola\, quindi\, che ci fa riflettere. Nel finale\, poi\, trionferà il perdono e non la vendetta. Pensate che il Principe vorrebbe punire aspramente il patrigno e le sorellastre che hanno schiavizzato Cenerentola\, ma lei fermandolo\, con gentilezza gli dirà: “La mia vendetta sarà solo il loro perdono”. Un vero e proprio atto rivoluzionario in un mondo brutale e dominato dal rancore e dal risentimento. La mia messa in scena\, poiché l’opera si presta\, ha anche momenti molto farseschi e gioca sul teatro nel teatro e quindi il divertimento è assicurato. Per dare più risalto al grottesco e alla mancanza di sentimenti\, le due sorellastre\, vengono rappresentate sotto forma di fantocci.” E così avremo in scena Gianni Abbate nei panni di un Rossini appassionato e senza tempo\, che introdurrà all’opera e darà voce ad alcuni personaggi. Il soprano Mariella Spadavecchia sarà Cenerentola\, Ennio Cuccuini Don Magnifico\, e le due figlie Clorinda e Tisbe\, sotto forma di muppets realizzati dal burattinaio Marco Lucci\, si animeranno grazie all’attrice Lorenza Colombi\, al piano il M° Matteo Biscetti. Gli elementi scenici sono curati da Simone Fabrizi\, regia e testo sono di Gianni Abbate. Ingresso € 10\,00 intero e € 7\,00 ridotto. Info e prenotazioni: 3471103270 \n \nTrailer Cenerentola \nhttps://www.youtube.com/watch?v=fZkFT5x48_A&list=PLvsTX3DeCRB7DuPXtlopSS0qdhHVScmJ4&index=26&t=0s
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SUMMARY:"Cenerentola" a Bolsena
DESCRIPTION:Sabato 4 maggio ore 21\,15 presso il Piccolo Cavour di Bolsena\, arriva la Cenerentola rivisitata da Gianni Abbate.“Il genio musicale di Gioacchino Rossini” – ci dice il suo ideatore – “Ha trasformato Cenerentola in un successo clamoroso\, riproposto ancora oggi dopo 200 anni nei teatri di tutto il mondo. Uno dei motivi dell’immenso fascino di quest’opera è senz’altro la storia\, tratta dalla fiaba di Perrault\, famosissima già all’epoca e che nel tempo ha spopolato anche al cinema. Ricordiamo che ha fatto la sua prima comparsa nel 1899 in un film di Giorge Melies\, e che tra film di animazione e live-action ne sono stati fatti uno sproposito. La “Cenerentola” di Rossini presenta molte varianti rispetto alla storia originale\, mantenendo però l’ispirazione morale. Ma l’opera rossiniana diviene anche l’occasione per raccontare la società dell’epoca e noi\, indirettamente\, con questa riscrittura vogliamo raccontare la nostra. La censura ecclesiastica di allora era severissima\,  non permetteva di parlare esplicitamente di corruzione\, violenza e inganno\, ma la bravura del duo Rossini-Ferretti sta proprio qui\, nel riuscire a calare nell’atmosfera romana ottocentesca\, pervasa dalla corruzione e abitata da una nobiltà decadente e gretta\, un’aspra critica sociale e la difesa degli strati più poveri della popolazione. La storia\, infatti\, è ambientata a Montefiascone\, e non abbiamo una matrigna ma un patrigno\, Don Magnifico\, Barone decaduto\, assetato solo di potere\, ricchezze e baccanali. Una favola\, quindi\, che ci fa riflettere. Nel finale\, poi\, trionferà il perdono e non la vendetta. Pensate che il Principe vorrebbe punire aspramente il patrigno e le sorellastre che hanno schiavizzato Cenerentola\, ma lei fermandolo\, con gentilezza gli dirà: “La mia vendetta sarà solo il loro perdono”. Un vero e proprio atto rivoluzionario in un mondo brutale e dominato dal rancore e dal risentimento. La mia messa in scena\, poiché l’opera si presta\, ha anche momenti molto farseschi e gioca sul teatro nel teatro e quindi il divertimento è assicurato. Per dare più risalto al grottesco e alla mancanza di sentimenti\, le due sorellastre\, vengono rappresentate sotto forma di fantocci.” E così avremo in scena Gianni Abbate nei panni di un Rossini appassionato e senza tempo\, che introdurrà all’opera e darà voce ad alcuni personaggi. Il soprano Mariella Spadavecchia sarà Cenerentola\, Ennio Cuccuini Don Magnifico\, e le due figlie Clorinda e Tisbe\, sotto forma di muppets realizzati dal burattinaio Marco Lucci\, si animeranno grazie all’attrice Lorenza Colombi\, al piano il M° Matteo Biscetti. Gli elementi scenici sono curati da Simone Fabrizi\, regia e testo sono di Gianni Abbate. Ingresso € 10\,00 intero e € 7\,00 ridotto. Info e prenotazioni: 3471103270
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SUMMARY:A Sipicciano debutta "Cenerentola" da Rossini
DESCRIPTION:Per il progetto dell’Officina Culturale della Regione Lazio ‘L’opera con tre soldi’\, ovvero divulgare le opere al grosso pubblico con poca spesa\, Gianni Abbate rivisita la Cenerentola di Rossini. Ricordiamo il successo delle passate edizioni con Opere del calibro di Traviata\, Carmen e Cavalleria rusticana. E veniamo alla Cenerentola\, o il trionfo della bontà\, che debutterà in anteprima nella Sala del Palazzo Baronale di Sipicciano\, sede dell’Università Agraria\, sabato 27 aprile alle ore 21\,15. “Il genio musicale di Gioacchino Rossini” – ci dice il suo ideatore – “Ha trasformato Cenerentola in un successo clamoroso\, riproposto ancora oggi dopo 200 anni nei teatri di tutto il mondo. Uno dei motivi dell’immenso fascino di quest’opera è senz’altro la storia\, tratta dalla fiaba di Perrault\, famosissima già all’epoca e che nel tempo ha spopolato anche al cinema. Ricordiamo che ha fatto la sua prima comparsa nel 1899 in un film di Giorge Melies\, e che tra film di animazione e live-action ne sono stati fatti uno sproposito. La “Cenerentola” di Rossini presenta molte varianti rispetto alla storia originale\, mantenendo però l’ispirazione morale. Ma l’opera rossiniana diviene anche l’occasione per raccontare la società dell’epoca e noi\, indirettamente\, con questa riscrittura vogliamo raccontare la nostra. La censura ecclesiastica di allora era severissima\,  non permetteva di parlare esplicitamente di corruzione\, violenza e inganno\, ma la bravura del duo Rossini-Ferretti sta proprio qui\, nel riuscire a calare nell’atmosfera romana ottocentesca\, pervasa dalla corruzione e abitata da una nobiltà decadente e gretta\, un’aspra critica sociale e la difesa degli strati più poveri della popolazione. La storia\, infatti\, è ambientata a Montefiascone\, e non abbiamo una matrigna ma un patrigno\, Don Magnifico\, Barone decaduto\, assetato solo di potere\, ricchezze e baccanali. Una favola\, quindi\, che ci fa riflettere. Nel finale\, poi\, trionferà il perdono e non la vendetta. Pensate che il Principe vorrebbe punire aspramente il patrigno e le sorellastre che hanno schiavizzato Cenerentola\, ma lei fermandolo\, con gentilezza gli dirà: “La mia vendetta sarà solo il loro perdono”. Un vero e proprio atto rivoluzionario in un mondo brutale e dominato dal rancore e dal risentimento. La mia messa in scena\, poiché l’opera si presta\, ha anche momenti molto farseschi e gioca sul teatro nel teatro e quindi il divertimento è assicurato. Per dare più risalto al grottesco e alla mancanza di sentimenti\, le due sorellastre\, vengono rappresentate sotto forma di fantocci.” E così avremo in scena Gianni Abbate nei panni di un Rossini appassionato e senza tempo\, che introdurrà all’opera e darà voce ad alcuni personaggi. Il soprano Mariella Spadavecchia sarà Cenerentola\, Ennio Cuccuini Don Magnifico\, e le due figlie Clorinda e Tisbe\, sotto forma di muppets realizzati dal burattinaio Marco Lucci\, si animeranno grazie all’attrice Lorenza Colombi\, al piano il M° Matteo Biscetti. Gli elementi scenici sono curati da Simone Fabrizi\, regia e testo sono di Gianni Abbate. Ingresso € 10\,00 intero e € 7\,00 ridotto. Info e prenotazioni: 3471103270
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SUMMARY:A Castiglione Federico Garcia Lorca
DESCRIPTION:Il Teatro Null\, Officina Culturale della Regione Lazio\, presenta il recital “Federico Garcia Lorca\, primo studio” all’Auditorium di Castiglione in Teverina domenica 14 aprile ore 18\,00. Federico García Lorca è l’intellettuale spagnolo più importante e più dirompente del XX secolo\, esponente di spicco della cosiddetta Generazione del ’27\, il Modernismo spagnolo. L’appartenenza letteraria dell’autore a correnti che abbracciano un certo sperimentalismo letterario indicano già il suo percorso: andare oltre i temi classici\, una vera e propria rivoluzione\, come si vedrà poi nel teatro. Determinante fu l’incontro a Madrid\, presso la famosa Residencía de Estudiantes\, con Luis Bunuel e Salvador Dalí\, ma anche Gregorio Martínez Sierra\, impresario teatrale\, per il quale metterà in scena la prima opera\, El maleficio de la mariposa (1920\, “Il maleficio della farfalla”). Federico García Lorca ha lasciato una produzione di straordinaria importanza e modernità che riguarda poesia\, teatro\, disegni e musica; quest’ultima esaltata dalla collaborazione con il grande compositore Manuel de Falla. Poeta andaluso\, poeta spagnolo\, poeta universale\, l’unico che a distanza di ottanta anni dalla scomparsa ha superato indenne l’usura del tempo e\, come Dante\, è ricordato con il solo nome di battesimo: Federico. Rimarrà vittima della furia della guerra civile spagnola\, viene catturato\, fucilato il 19 agosto 1936 e il corpo lasciato in una fossa comune e mai ritrovato. E mentre le ricerche delle sue spoglie proseguono\, le sue opere\, intense e imperdibili\, continuano a essere lette e rappresentate. Lo spettacolo vuole ripercorre la vita di Federico attraverso le sue più significative pagine ed alcune interviste. Prendono parte allo spettacolo Gianni Abbate e Ennio Cuccuini\, musiche dal vivo a cura di Stefano Belardi.
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SUMMARY:Storie di terra #2 a Celleno
DESCRIPTION:Il Teatro Null\, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina\, domenica 24 marzo ore 17\,30\, presenta al Palazzo della Cultura di Celleno\, in collaborazione con il Comune di Celleno\, “Storie di terra” di Gianni Abbate. Lo spettacolo\, giunto alla sua terza edizione\, arricchito di nuovi racconti\, ci riporta\, tra musica e narrazione\, in mondi non lontani\, anzi vicinissimi\, dove il ritmo naturale era ancora presente in noi e i rapporti sociali erano improntati al massimo rispetto e alla solidarietà. Un viaggio poetico\, emozionante\, ironico\, che attraversa ed esplora il mondo contadino di una volta. Gli spettatori ascolteranno storie di vita contadina\, dove la sera si andava a veglia dai vicini per raccontare e condividere gli avvenimenti della giornata\, mentre oggi ci ritroviamo da soli davanti a un piccolo schermo per subire passivamente pettegolezzi\, consigli per gli acquisti\, fake news\, condividere foto\, un mi piace e una faccina allegra o triste. “Il superfluo\, oramai\, fa parte integrante della nostra vita” – dice Abbate – “Non ne possiamo fare a meno\, ci dona un attimo di felicità per poi farci ripiombare nel desiderio di altro superfluo. Ma cosa ci manca? Ricercate fin dove volete quelle che si chiamano comodità della vita\, ma chiunque riesca a recuperare un po’ di buon senso\, si renderà conto che potrà ottenere in più soltanto del superfluo\, qualcosa di non necessario. “Storie di terra” vuole risvegliare la nostra memoria e i nostri sensi\, antiche e nuove emozioni. Emozioni appartenenti a un passato non tanto remoto\, ma che ormai\, vivendo in un eterno presente\, appare sbiadito\, quasi cancellato\, facciamo attenzione a non perderlo del tutto”. Partecipano allo spettacolo Gianni Abbate\, Ennio Cuccuini e Stefano Belardi de La Tresca con canto\, chitarra e bouzouki. Lo spettacolo è per tutti. Ingresso € 5\,00. \nInfo: 3471103270 – www.iportidellateverina.it. \n  \n 
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SUMMARY:Alla Biblioteca di Valentano ci si sicura con i libri
DESCRIPTION:Alla Biblioteca comunale di Valentano lunedì 18 marzo alle ore 16\,30 primo appuntamento con “Curarsi con i libri”\, un progetto a cura di Gianni Abbate del Teatro Null. Il laboratorio rientra nel SI.BI.LA.BO FESTIVAL\, progetto finanziato dal Ministero dei Beni e attività culturali al Sistema Bibliotecario del Lago di Bolsena. “Per alleviare lo stress si passa dai rimedi che danno sollievo al corpo” –  ci dice il suo curatore – “Come una tisana\, un massaggio rilassante\, una bella dormita\, a quelli che invece nutrono l’anima\, l’andare in terapia\, iniziare un corso di meditazione\, o tenere gli amici al telefono per ore. La lettura è in grado di apportare un grande beneficio a entrambi. Ma un romanzo può veramente cambiarci la vita? Innanzitutto le storie dei romanzi ci permettono di accedere alla sfera dei sentimenti e delle emozioni dei protagonisti e in questo modo aumentano la nostra alfabetizzazione emotiva. Il vocabolario emotivo diventa più ampio e ciò migliora la definizione\, l’espressione e la comprensione delle emozioni proprie e altrui. L’immedesimazione nelle storie dei personaggi\, consente di sviluppare la capacità di sentire l’emotività dell’altro\, cosa sta provando e come\, ovvero l’empatia.  La lettura sollecita la mente a immaginare i personaggi della storia\, i luoghi\, le vicende\, attivando così una creatività personale. Lasciarsi andare all’immaginazione\, all’astrazione\, ha il potere di sospendere l’esperienza del momento presente e trasportare il lettore in altri mondi\, di distanziarlo dalla realtà del quotidiano\, senza però perdere il contatto con essa. Per questo motivo la lettura riduce le tensioni e lo stress.  In questo senso i libri possono essere grandi maestri di vita e compagni fedeli. Possono indicarci la strada in un periodo buio\, oppure insegnarci qualcosa di importante. Se vi accostate a loro in modo aperto e senza pregiudizi\, possono in un certo senso veramente ‘cambiarvi la vita’. Ogni volta che ci sentiamo giù di morale dovremmo rifugiarci nella letteratura e\, in particolar modo\, in quelle opere che sono costate all’autore anni di scrittura e che per questo richiedono un tempo di lettura lungo e approfondito. Questi libri riusciranno a donarci molto\, molto di più di quello che può darci un qualsiasi dispositivo elettronico”. Il progetto prevede 2 incontri di 2 ore ciascuno\, lunedì 18 e giovedì 21 marzo\, ore 16\,30. Si leggeranno e commenteranno pagine inerenti: l’amicizia. l’amore\, la solitudine\, le paure interiori\, il cambiamento\, il vivere e non solo sopravvivere in quest’epoca difficile da decifrare. Ingresso libero\, per info: Biblioteca Comunale di Valentano tel. 0761 453588. \n \n  \n 
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SUMMARY:Un witz ci salverà a Celleno
DESCRIPTION:Per il giorno della memoria\, il Teatro Null Officina culturale della Regione Lazio\, presenta a Celleno Palazzo della Cultura\, domenica 27 gennaio alle ore 17\,30\, “Un witz ci salverà” l’umorismo ebraico. Un reading fatto di poesia\, storie divertenti e storie toccanti. Un`immersione nella lingua e nella cultura Yiddish\, per raccontare la condizione universale dell`Ebreo errante\, il suo essere senza patria sempre e comunque. \nPrendono parte allo spettacolo Gianni Abbate\, Ennio Cuccuini e Lorenza Colombi. \nMusiche dal vivo Stefano Belardi. \nIdeazione Gianni Abbate. \nIngresso unico € 5\,00. Info 347 1103270 \n  \n \n 
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SUMMARY:A Bolsena arrivano Storie di terra ghiotte
DESCRIPTION:Primo appuntamento del 2019 per il Teatro Null\, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina\, sabato 5 gennaio alle ore 21\,00 presso Retrogusto – Degusteria a Bolsena\, arriva una versione molto particolare dello spettacolo di Gianni Abbate “Storie di terra”\, con l’aggiunta dell’aggettivo ghiotte. Giunto alla sua quarta edizione\, arricchito di nuovi racconti\, ci riporta\, tra musica e narrazione\, in mondi non lontani\, anzi vicinissimi\, dove il ritmo naturale era ancora presente in noi e i rapporti sociali erano improntati al massimo rispetto e alla solidarietà. Un viaggio poetico\, emozionante\, ironico\, che attraversa ed esplora il mondo contadino di una volta. In questa edizione speciale con l’aggiunta dell’aggettivo ghiotte\, proprio perché ambientata nel locale di Roberta Perosillo\, dove gli spettatori/commensali\, degustando semplici prelibatezze della casa\, ascolteranno storie e aneddoti di vita contadina\, di come si faceva il pane o il vino\, quelle stesse storie che si raccontavano la sera a veglia dai vicini. Durante la serata si potrà godere anche di ‘ghiotte’ musiche\, canzoni e filastrocche di una volta. \nPartecipano allo spettacolo Gianni Abbate e Ennio Cuccuini\, musiche e canto dal vivo Stefano Belardi. Ingresso a consumazione\, ore 21\,00 presso  Retrogusto – Degusteria a Bolsena. \nInfo: 347 1103270
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SUMMARY:A Gradoli Un Natale con i fantasmi
DESCRIPTION:Il Teatro Null\, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina\, la Pro Loco e il Comune di Gradoli presentano al Teatro Comunale di Gradoli mercoledì 26 dicembre alle ore 17\,30\, “A Natale con i fantasmi” di Gianni Abbate\, libero adattamento da “A Christmas carol” di C. Dickens. Era il 1843 quando Dickens pubblicava il suo canto di Natale. Sono passati più di 170 anni\, ma la dolcezza e la semplicità del simbolismo narrativo la rendono tuttora una fiaba senza tempo. E’ una storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Il protagonista Scrooge\, personaggio che servirà poi da modello per il Paperon de’ Paperoni disneyano\, non ama affatto il Natale e non sopporta né che gli si facciano gli auguri né che le persone attorno a lui manifestano eccessivi sorrisi e un’inopportuna gaiezza\, da lui ritenuti inutili. Scrooge è un usuraio di una certa età\, tutto preso dal pensiero degli affari\, un tipo solitario\, burbero e taccagno. Lui non si lascia coinvolgere né dall’euforia dei pranzi di Natale\, né dalla voglia di essere più generosi del solito\, facendo offerte a chi è meno fortunato. Scrooge non sa che farsene di queste sciocchezze. Ma ci penseranno gli Spiriti del passato\, del presente e del futuro\, a obbligarlo a dare un’occhiata alla propria vita e a quella di chi gli è intorno\, per aver modo di riflettere sul proprio comportamento e sull’atteggiamento di disprezzo verso la festa di Natale. Il primo e inquietante incontro è con lo spirito del defunto socio in affari\, Jacob Marley\, che avvisa Scrooge dell’imminente visita dei tre Spiriti\, che arriveranno\, l’uno dopo l’altro\, ad accompagnare il vecchio usuraio in una sorta di visione e viaggio nel tempo. Il primo lo metterà faccia a faccia con la sua famiglia\, nella quale c’era amore\, nonostante la povertà\, il secondo con la vita in famiglia di altre persone povere ma felici e Infine l’ultimo\, lo spirito del Natale futuro\, gli farà vedere una parte di ciò che deve ancora accadere e che lo riguarda… e sarà soprattutto quest’ultima visione a scuoterlo. In scena troviamo Gianni Abbate\, Ennio Cuccuini e Lorenza Colombi\, il testo\, le musiche registrate e la regia sono di Gianni Abbate. Uno spettacolo per grandi e piccini da non perdere\, al Teatro Comunale di Gradoli mercoledì 26 dicembre alle ore 17\,30 \nInfo 3471103270 – www.iportidellateverina.it. \n 
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SUMMARY:A Farnese un “Natale con i fantasmi”
DESCRIPTION:Il Teatro Null\, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina\, la Pro Loco e il Comune di Farnese presentano al Teatro dell’Oratorio in Piazza della Rocca domenica 23 dicembre alle ore 16\,00\, “A Natale con i fantasmi” di Gianni Abbate\, libero adattamento da “A Christmas carol” di C. Dickens. Era il 1843 quando Dickens pubblicava il suo canto di Natale. Sono passati più di 170 anni\, ma la dolcezza e la semplicità del simbolismo narrativo la rendono tuttora una fiaba senza tempo. E’ una storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Il protagonista Scrooge\, personaggio che servirà poi da modello per il Paperon de’ Paperoni disneyano\, non ama affatto il Natale e non sopporta né che gli si facciano gli auguri né che le persone attorno a lui manifestano eccessivi sorrisi e un’inopportuna gaiezza\, da lui ritenuti inutili. Scrooge è un usuraio di una certa età\, tutto preso dal pensiero degli affari\, un tipo solitario\, burbero e taccagno. Lui non si lascia coinvolgere né dall’euforia dei pranzi di Natale\, né dalla voglia di essere più generosi del solito\, facendo offerte a chi è meno fortunato. Scrooge non sa che farsene di queste sciocchezze. Ma ci penseranno gli Spiriti del passato\, del presente e del futuro\, a obbligarlo a dare un’occhiata alla propria vita e a quella di chi gli è intorno\, per aver modo di riflettere sul proprio comportamento e sull’atteggiamento di disprezzo verso la festa di Natale. Il primo e inquietante incontro è con lo spirito del defunto socio in affari\, Jacob Marley\, che avvisa Scrooge dell’imminente visita dei tre Spiriti\, che arriveranno\, l’uno dopo l’altro\, ad accompagnare il vecchio usuraio in una sorta di visione e viaggio nel tempo. Il primo lo metterà faccia a faccia con la sua famiglia\, nella quale c’era amore\, nonostante la povertà\, il secondo con la vita in famiglia di altre persone povere ma felici e Infine l’ultimo\, lo spirito del Natale futuro\, gli farà vedere una parte di ciò che deve ancora accadere e che lo riguarda… e sarà soprattutto quest’ultima visione a scuoterlo. In scena troviamo Gianni Abbate\, Ennio Cuccuini e Lorenza Colombi\, il testo\, le musiche registrate e la regia sono di Gianni Abbate. Uno spettacolo per grandi e piccini da non perdere\, al Teatro dell’Oratorio domenica 23 dicembre ore 16\,00. \nInfo 3471103270 – www.iportidellateverina.it.
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SUMMARY:LibriLiberi fa tappa a Bagnoregio
DESCRIPTION:Nuovo appuntamento per “LIbriLiberi” con abbinato il seminario “Libera la Voce”\, proposto dall’Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina. \n“Pensare che circa ottant’anni fa a Berlino” – dice Gianni Abbate curatore del progetto – “In una sola notte andarono in fiamme migliaia di volumi. Tutte opere considerate contrarie allo spirito tedesco\, o scritte da autori ebrei o che avevano sostenuto in qualche modo la Repubblica di Weimar. Furono bruciati testi di autori straordinari come Marcuse\, Wittgenstein\, Hannah Arendt\, Bertolt Brecht\, Max Weber\, Erich Fromm\, Albert Einstein e tanti altri\, accusati di aver “corrotto” e “giudaizzato” la “cultura tedesca”. Una campagna propagandistica lanciata Goebbels che proclamava: “L’uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri\, ma un uomo fatto di carattere.” Per fortuna questa pagina buia della storia è un ricordo lontano\, ma facciamo attenzione perché giorno dopo giorno\, la Cultura viene sistematicamente emarginata. Allora salviamo i libri dall’oblio. I nostri incontri di lettura\, spaziano dai classici ai giorni nostri proponendo pagine memorabili e comprendono anche un breve corso sulle tecniche di lettura ad alta voce. Scoprire la nostra voce e le sue potenzialità. Riscoprire il puro suono della parola\, per stimolare il piacere di leggere ad alta voce e imparare così come rendere affascinante e coinvolgente la lettura di un racconto\, una poesia\, una favola\, una relazione. Ognuno dei testi viene affrontato analizzando le sue peculiarità; e per ogni testo si scoprirà la metodologia idonea alla resa in fase di lettura.” \nAppuntamento\, quindi\, a Bagnoregio presso la libreria Novarea di Carla Vittoria Rossi\, in Piazza Cavour\, 29 giovedì e venerdì 30 novembre dalle 17\,00 alle 18\,30. Il costo dei due incontri con seminario è di € 10\,00. Info e prenotazioni: 347 1103270
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SUMMARY:La Grande guerra a Civitella D'Agliano
DESCRIPTION:Il Teatro Null\, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina\, presenta\, domenica 25 novembre alle ore 17\,00\, nel Palazzo della Cultura di Civitella D’Agliano\, “Gente comune della Grande Guerra”. Lo spettacolo vuole\, attraverso la fitta corrispondenza da e per il fronte\, dar voce a quanti sono stati coinvolti nella Grande Guerra. Per la prima volta\, in Italia e in Europa\, le sorti di milioni di uomini e donne comuni\, furono simultaneamente legate a unico filo\, o meglio a un’unica rete\, che le rese in certa misura interdipendenti\, intrecciate tra loro\, collocate su un comune orizzonte\, segnate in gran parte dagli stessi disagi\, dagli stessi timori\, dalle stesse sofferenze. Tutti\, o quasi\, scrivevano lettere che testimoniano del loro essere in vita\, raccontavano i propri disagi\, esprimevano le proprie speranze\, una per tutte che la guerra finisse\, ossia che quel potere misterioso ineluttabile che muoveva le loro vite cessasse di avere effetto\, che il corso delle cose tornasse ad essere quello di prima. Lo spettacolo vuole quindi narrare non la storia della guerra\, ma la storia di questi singoli uomini e donne comuni\, ricostruita grazie alle loro scritture autobiografiche. Perché dal cuore della più disumana e meccanica delle guerre fino a quel momento conosciute\, tanto ai fronti come nelle retrovie\, fluì un fiume copioso ininterrotto di lettere prodotte dai suoi protagonisti\, in gran parte sconosciuti\, che ne erano in primo luogo le vittime e che tuttavia ne riflettevano a modo loro la trama\, a dispetto dei modesti mezzi linguistici generalmente disponibili. Di questo processo fu pienamente partecipe la popolazione italiana. La Grande Guerra fu la prima grande esperienza collettiva degli italiani: combattenti e civili\, uomini e donne\, adulti e bambini\, operai e contadini\, dislocati al nord e al sud\, nei centri e nelle periferie\, nell’aria continentale e nelle isole. \nPrendono parte allo spettacolo\, Gianni Abbate\, Ennio Cuccuini\, Lorenza Colombi. Drammaturgia e regia Gianni Abbate. Ingresso unico € 5\,00 Info: 347 1103270 – iportidellateverina.it.
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SUMMARY:LibriLiberi riparte da Gradoli
DESCRIPTION:Riparte da Gradoli il progetto “LIbriLiberi” IV anno\, con abbinato il seminario “Libera la Voce”\, proposto dall’Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina. “Leggere ad alta voce vuol dire diventare un incantatore che sa trasformare dei simboli in suoni\, emozioni e immagini.” – dice il suo curatore Gianni Abbate – “Un incantatore è simile a uno stregone o a un alchimista e come tale deve conoscere le tecniche della metamorfosi\, perché gli aridi e morti segni d’inchiostro stampati sulle bianche pagine prendano vita e risuonino negli antri nascosti dell’animo dell’ascoltatore. Il lettore compie un’opera d’interpretazione che permette a ogni lettura del medesimo testo di essere nuova\, quindi unica. Ecco perché un bambino dopo l’ascolto di una fiaba ascoltata e riascoltata dozzine di volte può dire: “non l’avevo mai sentita!” ovvero\, così non l’avevo mai sentita. La lettura ad alta voce fa emergere il grande valore sonoro della parola\, con la sua capacità di evocare suoni\, sensazioni (visive\, tattili\, olfattive\, gustative\, propriocettive) e stati mentali (affetti\, emozioni\, ecc.). Perché la lettura sia efficace\, è importante\, che venga praticata in una modalità che ne valorizzi e comunichi il senso emotivo-affettivo\, con un consapevole e competente utilizzo della voce e del corpo e all’interno di una situazione che possiamo definire rituale.” Gli incontri di lettura\, due per ogni Comune dell’Officina da due ore ciascuno\, spazieranno dai classici ai giorni nostri proponendo pagine memorabili e comprenderanno anche un corso sulle tecniche di lettura ad alta voce. Scopriremo la nostra voce e le sue potenzialità\, il puro suono della parola\, per stimolare il piacere di leggere ad alta voce. Impareremo come rendere affascinante e coinvolgente la lettura di un racconto\, una poesia\, una favola\, una relazione. Saranno evidenziati così intenzioni\, sotto testi\, emozioni e sensazioni che stanno alla base delle conseguenti modalità di lettura. Ognuno dei testi sarà affrontato analizzando le sue peculiarità; e per ogni testo si scoprirà la metodologia idonea alla resa in fase di lettura. I primi due incontri si svolgeranno presso la biblioteca di Gradoli giovedì 22 e venerdì 23 novembre dalle 17\,00 alle 18\,30. \nIl costo dei due incontri con seminario è di € 10\,00. Info e prenotazioni: 347 1103270 \n  \n \n  \n 
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SUMMARY:Al via il laboratorio del Teatro Null
DESCRIPTION:Il Teatro Null\, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina\, propone dal 20 novembre\, presso la sua sede Podere Porcino Civitella D’Agliano\, un laboratorio sul teatro tenuto dall’attore\, regista e drammaturgo Gianni Abbate. Attivo sulle scene dal 1976 come professionista\, ha lavorato non solo in teatro ma anche in cinema\, televisione e radio. Ricordiamo che è stato al fianco di grandi attori\, come Carlo Giuffrè\, nella sua compagnia per ben tre anni\, con Luca De Filippo\, Mastroianni\, Benigni\, Pupella Maggio e tanti altri. Come autore ha ricevuto importanti riconoscimenti\, una segnalazione del Premio IDI\, secondo classificato al Napoli Drammaturgia in Festival\, primo classificato al concorso Teatro di parola a Genova. \nE veniamo al laboratorio diviso in due parti: la prima sul mestiere della recitazione e la seconda sulla scrittura teatrale. Sono due laboratori in uno che andranno di pari passo\, i pezzi dell’uno si andranno a incastrare perfettamente nell’altro per comporre un evento spettacolare. Ecco come saranno strutturati. Il primo metterà a fuoco gli strumenti fondamentali dell’arte dell’attore: il proprio corpo\, la propria voce\, lo spazio fisico in cui si agisce e la capacità di guardarsi da fuori per sorvegliare l’efficacia e la coerenza del proprio racconto scenico. \nSu questi fondamentali si eserciteranno i partecipanti\, prima analizzandoli separatamente e poi nella loro interrelazione scenica. Attraverso improvvisazioni guidate e la composizione di brevi scene\, i partecipanti impareranno a percepire e a leggere le linee di forza drammaturgiche che si generano tra gli attori\, per arrivare poi allo studio della costruzione di un racconto scenico efficace e coerente. Infine il testo e parliamo\, quindi\, del mestiere della scrittura teatrale. Il tema centrale sarà la riflessione su come raccontare una storia a teatro\, ovvero sulla elaborazione di una drammaturgia che ha come scopo la creazione di personaggi e di relazioni tra loro\, attraverso la ricognizione di varie tecniche possibili e le sue verifiche pratiche. Il laboratorio è aperto a tutti coloro che vogliono coltivare la passione del teatro\, imparando e perfezionando l’arte della recitazione e del testo. I due laboratori sono concepiti per consentire agli allievi un’evoluzione graduale e guidata. Un laboratorio\, quindi\, non solo per la crescita artistica\, ma anche per quella personale. Il laboratorio terminerà il 25 maggio con la presentazione di un saggio finale. Il costo è di € 50\,00 mensili. Appuntamento al Podere Porcino martedì 20 alle ore 18\,00 per un incontro preliminare. Info: 347 1103270 – iportidellateverina.it.
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SUMMARY:MA COME SI FA? Pensieri e rime sparse
DESCRIPTION:Domenica 11 marzo ore 18\nBagnoregio\nAUDITORIUM TABORRA \nUno spettacolo intenso\, poetico\, a tratti comico\, con pensieri e rime sparse scritte dallo stesso regista e autore Luciano Melchionna\, che\, dopo l’applauditissimo “Parenti serpenti”\,\nporta a Bagnoregio\, in prima assoluta per il viterbese. \nMA COME SI FA?\nPENSIERI E RIME SPARSE\ndi Luciano Melchionna\, con Eleonora Tiberia\,\nAdelaide di Bitonto\, Sara Esposito \nUn intrigante spettacolo di Luciano Melchionna\, con Eleonora Tiberia\, Adelaide di Bitonto\, Sara Esposito\, prodotto dall’Officina Culturale della Regione Lazio Frosinone Teatro Officina Bon Voyage\, in prima assoluta per il viterbese. \nTickets\nIntero Euro 7\,00\nRidotto Euro 5\,00 \nContatti\ntel. 0761 1701362\n347 1103270\ninfo@tusciafactory.it \nwww.iportidellateverina.it
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SUMMARY:Storie di Terra
DESCRIPTION:Sabato 10 marzo ore 21\,00\nCastiglione  in Teverina – AUDITORIUM largo dell’Armonia\n“Storie di terra”\ndi e con Gianni Abbate e con Ennio Cuccuini\,\nmusica dal vivo Stefano Belardi chitarra acustica \n  \n\nStorie di terra #3\nPer la stagione “Teatri in movimento”\, il Teatro Null\, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina\, sabato 10 marzo alle 21 all’Auditorium di Castiglione in Teverina\, in collaborazione con la Proloco\, presenta “Storie di terra #3” di Gianni Abbate. \nLo spettacolo\, giunto alla sua terza edizione\, arricchito di nuovi racconti\, ci riporta\, tra musica e narrazione\, in mondi non lontani\, anzi vicinissimi\, dove il ritmo naturale era ancora presente in noi e i rapporti sociali erano improntati al massimo rispetto e alla solidarietà. \nUn viaggio poetico\, emozionante\, ironico\, che attraversa ed esplora il mondo contadino di una volta. Gli spettatori\, coinvolti nella preparazione di un particolarissimo minestrone\, ascolteranno storie di vita contadina\, dove la sera si andava a veglia dai vicini per raccontare e condividere gli avvenimenti della giornata\, mentre oggi ci ritroviamo da soli davanti a un piccolo schermo per subire passivamente pettegolezzi\, consigli per gli acquisti\, fake news\, condividere foto\, un mi piace e una faccina allegra o triste. \n“Il superfluo\, oramai\, fa parte integrante della nostra vita” – dice Abbate – “Non ne possiamo fare a meno\, ci dona un attimo di felicità per poi farci ripiombare nel desiderio di altro superfluo. \nMa cosa ci manca? Ricercate fin dove volete quelle che si chiamano comodità della vita\, ma chiunque riesca a recuperare un po’ di buon senso\, si renderà conto che potrà ottenere in più soltanto del superfluo\, qualcosa di non necessario. \n“Storie di terra” vuole (ri)svegliare memoria e sensi\, sguardi\, orecchi\, gusto\, nasi\, tatto\, antiche e nuove emozioni. Emozioni appartenenti a un passato non tanto remoto\, ma asportate dai nostri petti e dai nostri ventri”. \nPartecipano allo spettacolo Gianni Abbate e Ennio Cuccuini\, musiche dal vivo Stefano Belardi. Ingresso intero 7 euro\, ridotto 5.\nInfo: 3471103270 – www.iportidellateverina.it.
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